arte e letteratura, bambini e ragazzi

L’arte dell’assurda semplicità. Buon centesimo compleanno Gianni Rodari!

Chi non ha mai canterellato, magari sbagliando le parole, nella sua testa qualche rima di qualche filastrocca di Gianni Rodari, arrivata alla mente da lontano, su di un banco di scuola, ad esempio? A qualcuno basta sentir dire favole al telefono e subito in mente riprecipitano le immagini di quelle storie assurde e in qualche modo visibili, di una consistenza fatta delle fantasticherie d’infanzia e per questo pregnante, come se le avessimo toccate, in quei giorni passati. Nella mia vecchia edizione delle Favole al Telefono, pensate un po’, sulle pance delle pagine 56 e 57 c’è ancora una macchietta di sangue di un dente da latte che avrei perso qualche storia più in là. Era l’anno 2001. Che avventura strampalata avrebbe affrontato, quel dentino, se Gianni l’avesse saputo! Al fianco di Giovannino Perdigiorno c’eravamo anche noi. E tanti altri mondi ancora, pieni di abitanti strambi, abbiamo scoperto, dopo quel viaggio a bordo di mezzi rimediati. Abbiamo imparato la grammatica e a far la pace, capito che le storie possono essere ribaltate se oramai ci annoiano un po’ e che dagli errori possono nascere capolavori o di sicuro grosse risate, che già di per sé sono opere d’arte.

E di tutto questo e altro ancora una cosa salta all’occhio che scorre sul libro, ovvero quanto a sorvegliare quelle pagine stia la semplicità della parola. Per Gianni Rodari era semplice usarla, accarezzarla e prendersene cura. Prendersi cura della parola in quel modo lì è già di per sé prendersi cura del bambino del mondo. Con quanta semplicità le sue rime danzano sulla punta delle nostre lingue? Con quanta semplicità attraverso il surreale ci ha mostrato il mondo, la quotidianità, i rapporti, cose paradossali già di per sé, che come massimo comun unificatore avevano l’assurdo a schiarirci la verità di situazioni piccole come il mondo e soprattutto umane. O umanizzate, in modo da vedere una pagina di quaderno di grammatica come un grande e strano Impero fatto di personcine con un puntino per cappello, coppie che vanno a braccetto, parentesi con il raffreddore e posti nuovi e appuntiti scovati sulla mappa.

Tutto il difficile diventa semplice nelle rime di Rodari. C’è politica, società, emozioni, sentimenti, rapporti, educazione, ribellione, tutto ciò che è più complicato e astruso. Lui con ironia e dissacrazione sotterra e rinnega quel modo difficile di affrontare il difficile svelando, disseppellendo il gioco, unico mezzo funzionante di interpretazione del mondo. Ovviamente tutto questo non rende lo stato delle cose o l’affrontarle una questione facile. Nulla è facile nella poetica e nella scrittura di Rodari. Giochi di parole, nonsense, quel mondo surrealista a cui era tanto vicino, il periodo storico e le tematiche a esso correlate e nascoste tra le rime. La semplicità delle parole deriva da una limpidezza di pensiero critico che dimostrano quanto Gianni Rodari non sia un semplice scrittore per l’infanzia ma a più livelli parli a bambini ed adulti. Ciò che fornisce, soprattutto, a genitori, insegnanti ed educatori è il pretesto educativo, libertario, democratico, fantastico di far avvicinare i bambini non solo al mondo dell’invenzione e della scrittura, ma attraverso l’uso della parola come gesto liberatorio concedere loro la gioia della scoperta, dell’intuizione, del proprio pensiero, del dissenso, per poter interpretare e superare i piccoli e grandi scalini della loro crescita personale, intellettuale e creativa.


c’è una frase, nell’antefatto de La Grammatica della Fantasia che spiega benissimo e in maniera incantevole tutto il credo di Gianni Rodari e tutto l’impegno che ha profuso nelle aule di scuola, così come nei suoi libri, usando la cattedra per sedercisi sopra, insieme ai bambini e non per amministrare da dietro di essa:


“Io spero che il libretto possa essere ugualmente utile a chi crede nella necessità che l’immaginazione abbia il suo posto nell’educazione; a chi ha fiducia nella creatività infantile; a chi sa quale valore di liberazione possa avere la parola. <tutti gli usi della parola a tutti! > mi sembra un buon motto, dal bel suono democratico. Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo.“

Non sarebbe bellissimo?

Al 100 compleanno di Gianni Rodari lo Spunk dedica una grande festa! 5 giornate per leggere, giocare, inventare e spassarsela in compagnia del grande giocoliere di parole! Con Alessandra Chiappa navighiamo tra le righe di storie e filastrocche e con Veronica, pronti partenza via alla creatività con laboratori creativi e avventurose attività!

le date:
8 febbraio
7 marzo
4 aprile
9 maggio
30 maggio

ogni evento ha una duranta di 2 ore circa. i posti sono limitati. L’evento è a pagamento. È previsto un pacchetto per tutte e 5 le giornate dal costo di 40 € mentre la giornata singola viene 10€.
è adatto a tutti, grandi e bambini!

Allo Spunk ogni sabato mattina c’è un laboratorio diverso! dalla falegnameria alla cucina alla botanica agli eventi dedicati a Rodari! qui tutte le informazioni con costi e orari —> https://www.facebook.com/spunk.tuttoquellocheciva/photos/a.280265979545639/466468287592073/?type=3&theater

per maggiori informazioni e prenotare 3338957917

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