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Mattoncino su mattoncino

“tutte le nostre discussioni e le nostre idee per questo progetto convergono sulla nostra volontà di creare un’alternativa incisiva e attivante a livello culturale che possa sfiorare tutti i livelli di interesse e tutte le età. Ma ogni edificio parte, ancor prima che dai mattoni, dalle fondamenta. Ripartiamo dai bambini dunque. E dai ragazzi.”

 Scrivevamo così tre mesi fa, quando SPUNK non era altro che un nome. Oggi, a 12 settimane da quando lo Spunk ha aperto i battenti ci troviamo a tirare le somme. Appoggiamo la schiena al muro, allunghiamo bene la testa e con la matita facciamo un piccolo segnetto grigio. Siamo già cresciuti un po’ di più. E con noi lo Spunk.

Sia come progetto, sia come struttura fisica.

 Partire dai bambini e dai ragazzi. Ci siamo detti. Come primo passo necessario e simbolico per poi costruire. Ri-costruire. Allargare la propria pancia, i propri polmoni. Orecchie e occhi spalancati su tutto quello che ci succede intorno. Per prenderlo, trasformarlo, renderlo fruibile, diffonderlo.

 Ora che l’estate ha già l’odore di un dolce ricordo , i settembrini sono spuntati, giallissimi, nei prati e la scuola è ricominciata (che si frequenti o no tutto il sistema segue un po’ il suo ritmo…e per fortuna!) anche noi ci prepariamo per affrontare un nuovo percorso, dedicando spazio e tempo dello Spunk a più persone e progetti possibili.

Ma prima un ringraziamento va fatto a chi con fiducia, entusiasmo e curiosità ha intrapreso con noi i primi passi.

E dunque, grazie! Grazie alle famiglie che hanno scelto noi per l’estate dei propri figli. Grazie a chi ha contribuito a diffondere questa voce e di conseguenza ha partecipato ed è dentro questo vortice, questo circolo che vuole essere virtuoso, emozionante. Grazie ai bambini, di certo, che entrano allo Spunk spalancando gli occhi e allargano le braccia sorridendo. Abbiamo riso, ci siamo divertiti e soprattutto siamo cresciuti insieme a loro. Con fatica, dedizione, paura e poi coraggio. Un grazie va soprattutto a loro, che giorno dopo giorno, hanno realmente tenuto il timone e ci hanno fatto vedere la rotta da percorrere. Puoi vedere il futuro nei loro gesti se riesci a guardare bene.  Grazie a chi ha partecipato e si è fatto sentire, con infinito entusiasmo. Voglia di esserci. Grazie a chi ha aiutato, in ogni modo, meglio che poteva. Grazie ai ragazzi, che come animali selvatici si sono avvicinati lentamente, restando un po’ nascosti tra l’erba alta ma allungando le zampe per dire “ci siamo!”.

Da ottobre si ricomincia. Si allarga il foglio infinito su cui progettiamo. Come erbe infestanti si allargano i nostri orizzonti e le nostre idee vengono contaminate da tutte quelle persone che si sono proposte e messe in gioco per far parte di tutto questo. Spunk. Totalmente.

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